Se sei nato nel 1959 e compi 67 anni nel corso del 2026, potresti essere nella condizione di accedere alla pensione di vecchiaia. Ma l’età da sola non basta: prima di presentare domanda all’INPS, è utile fare chiarezza su cosa serve davvero e cosa potrebbe bloccarti.
Il requisito anagrafico è soddisfatto. E quello contributivo?
La pensione di vecchiaia richiede, oltre ai 67 anni di età, almeno 20 anni di contributi versati. Sembra semplice, ma nella pratica molti lavoratori si trovano davanti a una posizione contributiva frammentata: anni da dipendente, periodi da autonomo, qualche anno di lavoro all’estero, buchi non ricongiunti.
Il problema non è sempre la mancanza di contributi — spesso è non sapere dove sono finiti.
Cosa fare adesso
Il primo passo è verificare la propria posizione previdenziale sul Fascicolo Previdenziale del Cittadino, accessibile tramite SPID sul sito INPS. Se i numeri tornano, si può procedere con la domanda di pensione — che va presentata con un certo anticipo rispetto alla data di decorrenza.
Se invece la situazione non è chiara, o se mancano contributi che potresti recuperare, esistono strumenti come la ricongiunzione, il riscatto degli anni di laurea o i contributi volontari che vale la pena valutare prima di rinunciare.
Perché è importante muoversi adesso
La pensione di vecchiaia non scatta in automatico. Serve una domanda, serve documentazione in ordine, e serve tempo per istruire la pratica. Chi compie 67 anni nei primi mesi del 2026 e vuole andare in pensione entro l’anno non può aspettare.
In Confunisco affianchiamo i lavoratori in ogni fase: dalla verifica della posizione contributiva alla presentazione della domanda, fino al calcolo dell’assegno atteso.


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