«Confunisco è un posto dove i giovani non stanno in coda.»

Classe 2002, con una laurea in Ingegneria, Daniel è il più giovane della squadra. Ma non si sente l’ultimo arrivato.

Il sociale lo ha sempre avuto dentro: volontariato in parrocchia da ragazzo, politica a 18 anni, gli ambienti universitari. Una propensione naturale a stare dalla parte degli altri, ad aiutare chi ha meno strumenti, a esserci. Sempre.

Nel 2025 è entrato in Confunisco. Oggi è Responsabile della Formazione.

“Qui il mio pensiero è stato considerato subito. Non ero la voce dell’ultimo arrivato che non conta nulla. Ero una risorsa.”

Per lui, che è cresciuto imparando a cavarsela da solo, questa è stata la differenza. Trovare un posto dove le idee contano davvero. Dove puoi mettere a disposizione quello per cui hai lottato: la cultura, la formazione, la possibilità di far crescere gli altri.

I valori che porta? Li elenca come se fosse naturale: non avere risentimenti, portare felicità in quello che fai, avere sempre il sorriso anche quando tutto va male. Perché nel sociale, dice, esserci con il sorriso conta più di qualsiasi competenza.

Poi c’è la precisione. Quella da ingegnere. Meticolosa, riflessiva. Che si sposa con una vena più poetica, quella che viene fuori la sera, quando si mette a scrivere. Testi, pensieri, poesie. “Fogli su cui si concede di essere meno ingegnere e più sé stesso.”

La sfida più grande la vede ogni giorno: il disinteresse dei giovani per il sociale. E lui, che giovane lo è, sa quanto sia difficile coinvolgerli. Ma ci crede. Perché ha trovato un posto dove puoi costruire, dove non ti mettono in coda, dove tutto deve ancora venire.

Siamo all’inizio, dice. E forse è proprio questa la parte più bella.