La Confunisco nasce il 9 gennaio 2014 da un gruppo di persone con esperienza nel sindacato nel proprio territorio. La nostra sfida è essere in prima linea per dare il nostro contributo nella tutela dei nostri iscritti. Siamo un'associazione sindacale nazionale di ispirazione cristiana, apolitica e a-partitica, che non persegue scopi di lucro.
La Confunisco nasce il 9 gennaio 2014 da un gruppo di persone con esperienza nel sindacato nel proprio territorio. La nostra sfida è essere in prima linea per dare il nostro contributo nella tutela dei nostri iscritti. Siamo un'associazione sindacale nazionale di ispirazione cristiana, apolitica e a-partitica, che non persegue scopi di lucro.

C’è un dato che racconta questa estate meglio di qualsiasi analisi: una settimana di vacanza che nel 2021 costava a una famiglia circa 1.500 euro oggi può arrivare a costarne tra i 1.800 e i 2.000. Non è un’impressione, è aritmetica. Dal 2021 i prezzi al consumo sono cresciuti di circa il 20 per cento, e nel comparto turistico i rincari sono stati ancora più marcati: per il 2026 i villaggi vacanza segnano aumenti di oltre il 5 per cento sull’anno precedente, gli hotel del 3 per cento, mentre per alcune tratte aeree si stima un incremento di almeno il 20 per cento.
Ma il numero che più di tutti dovrebbe far riflettere arriva dal report di Facile.it e Consumerismo No Profit: nei primi cinque mesi del 2026 sono stati erogati circa 170 milioni di euro di prestiti personali destinati proprio alle vacanze, con un importo medio vicino ai 5.400 euro da restituire in quattro anni. Tradotto: ci sono famiglie che si indebiteranno fino al 2030 per potersi permettere una settimana di ferie. Del resto, secondo lo stesso rapporto, nelle settimane centrali di agosto un soggiorno in B&B o casa vacanza può richiedere dagli 800 ai 1.800 euro, e per un hotel si superano facilmente i 2.000.
E arrivare a destinazione costa quanto restarci. La benzina in modalità self è più cara del 13 per cento rispetto a un anno fa, il diesel addirittura del 26: un’andata e ritorno Milano-Bari in auto supera i 200 euro di solo carburante, ai quali vanno aggiunti i pedaggi autostradali, cresciuti in media dell’1,5 per cento da inizio anno.
I traghetti segnano rincari di quasi il 10 per cento, e persino le polizze viaggio – sempre più richieste, con una domanda in crescita del 13 per cento – costano fino al 13 per cento in più.
“Il caro vacanze è il sintomo di una più ampia perdita del potere d’acquisto che interessa le famiglie italiane. Non basta intervenire nei mesi estivi: servono politiche strutturali che restituiscano forza ai redditi da lavoro e alle pensioni”, osserva il presidente di CONFUNISCO Giovanni Cafaro.
Il punto è esattamente questo: guardare oltre il sintomo. E la prova che il problema non sia il turismo la offre lo stesso report, fotografando la situazione di chi in vacanza non ci va. Restare in città non mette al riparo dai rincari: tra marzo e giugno la rata media dei mutui variabili è già salita di circa 11 euro, e le stime parlano di un aggravio complessivo vicino ai 50 euro entro fine anno.
Una giornata di svago per una famiglia supera facilmente i 100 euro, una pizza in quattro i 60, un gelato costa ormai tra i 3 e i 4 euro – oltre i 5 nelle località turistiche – e il carrello della spesa è cresciuto del 2,3 per cento nell’ultimo anno. Partire costa troppo, ma anche restare costa di più: il denominatore comune non è la stagione, è il reddito che non tiene il passo.
“Se una famiglia che lavora tutto l’anno non riesce a permettersi nemmeno una breve vacanza — prosegue Cafaro — significa che il problema non riguarda soltanto il turismo, ma la capacità dei salari di garantire una vita dignitosa.”
È una questione di dignità del lavoro, prima ancora che di consumi. Il riposo non è un accessorio: è un diritto riconosciuto dalla Costituzione, ed è anche un indicatore sociale. Un Paese in cui le ferie diventano un privilegio o peggio, una voce da finanziare a rate è un Paese in cui i redditi da lavoro hanno smesso di svolgere la loro funzione.
Per questo l’impegno della Confederazione non va in vacanza. “Come CONFUNISCO continueremo a monitorare le difficoltà delle famiglie e dei lavoratori – conclude il presidente – offrendo strumenti di tutela, informazione e assistenza affinché nessuno rinunci ai propri diritti, neppure durante il periodo delle ferie.”
Gli uffici CONFUNISCO restano a disposizione su tutto il territorio per assistenza su buste paga, ferie non godute, contratti e ogni questione legata al reddito e ai diritti dei lavoratori. Perché la tutela, a differenza dei prezzi, non deve conoscere alta stagione.