L’INPS ha reso operative le tre misure previste dal decreto-legge n. 62/2026.
Domande aperte, istruzioni pubblicate, fruizione da luglio.

Con la pubblicazione dei messaggi n. 1966, 1968 e 1970 dell’11 giugno 2026, l’INPS ha completato il quadro operativo dei tre nuovi incentivi all’assunzione introdotti dal decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62 — il provvedimento che il Governo ha definito sulle “Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale”.

Da oggi, i datori di lavoro privati possono presentare domanda per il Bonus Giovani 2026, il Bonus ZES 2026 e il Bonus Donne 2026.

Le tre misure hanno un obiettivo comune: incentivare l’occupazione stabile di lavoratori appartenenti a categorie svantaggiate, riducendo il costo contributivo a carico del datore di lavoro. Ecco come funzionano nel dettaglio.

Bonus Giovani 2026: fino a 650 euro al mese per gli under 35
Il Bonus Giovani è rivolto ai datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato, tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, lavoratori che alla data dell’assunzione non abbiano ancora compiuto 35 anni e siano classificati — ai sensi della normativa europea — come lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati.
L’esonero contributivo è riconosciuto fino a 500 euro mensili per ciascun lavoratore. L’importo sale a 650 euro mensili per le assunzioni effettuate presso sedi o unità produttive ubicate nelle regioni della ZES unica (Zona Economica Speciale del Mezzogiorno).

Bonus ZES 2026: 24 mesi di esonero per chi assume nel Sud
Il Bonus ZES è pensato specificamente per le piccole imprese del Mezzogiorno. Possono accedervi i datori di lavoro privati con fino a 10 dipendenti che assumono a tempo indeterminato lavoratori con almeno 35 anni di età, disoccupati da non meno di 24 mesi, presso unità produttive situate nelle regioni della ZES unica.
Le regioni interessate sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e Umbria.
L’incentivo prevede un esonero contributivo fino a 650 euro mensili per un massimo di 24 mesi.

Bonus Donne 2026: sostegno all’occupazione femminile
Il Bonus Donne sostiene le assunzioni a tempo indeterminato di donne svantaggiate o molto svantaggiate effettuate nel corso del 2026. L’esonero contributivo è riconosciuto nei limiti stabiliti dalla normativa vigente e prevede importi maggiorati per le assunzioni nelle regioni della ZES unica.

Come presentare domanda
Le domande vanno presentate accedendo al Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo), disponibile sul sito www.inps.it, nelle sezioni dedicate a ciascuna misura.
A partire dal periodo di competenza luglio 2026, i datori di lavoro autorizzati potranno fruire degli incentivi attraverso i flussi contributivi Uniemens. È inoltre possibile recuperare le agevolazioni maturate per i periodi compresi tra gennaio 2026 e il mese precedente all’esposizione corrente, nelle finestre operative indicate dall’INPS.

Cosa non si può fare: il divieto di cumulo
Le tre agevolazioni non sono cumulabili con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive previsti dalla normativa vigente. Riguardano esclusivamente la contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro.

I riferimenti normativi
Per approfondire, si rinvia alle circolari INPS n. 55, n. 56 e n. 57 del 14 maggio 2026 e ai messaggi attuativi n. 1966, 1968 e 1970 dell’11 giugno 2026, disponibili su www.inps.it.

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