La Confunisco nasce il 9 gennaio 2014 da un gruppo di persone con esperienza nel sindacato nel proprio territorio. La nostra sfida è essere in prima linea per dare il nostro contributo nella tutela dei nostri iscritti. Siamo un'associazione sindacale nazionale di ispirazione cristiana, apolitica e a-partitica, che non persegue scopi di lucro.
La Confunisco nasce il 9 gennaio 2014 da un gruppo di persone con esperienza nel sindacato nel proprio territorio. La nostra sfida è essere in prima linea per dare il nostro contributo nella tutela dei nostri iscritti. Siamo un'associazione sindacale nazionale di ispirazione cristiana, apolitica e a-partitica, che non persegue scopi di lucro.
Una sentenza attesa da anni.
Con la pronuncia n. 94 del 3 luglio 2025, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma che escludeva i titolari dell’assegno ordinario di invalidità — liquidato con il sistema contributivo — dal diritto all’integrazione al trattamento minimo. Una tutela che fino ad oggi era riservata solo a chi aveva maturato i requisiti con il sistema retributivo o misto.
Cosa cambia concretamente
La sentenza produce effetti dal 10 luglio 2025. In pratica, chi percepisce un assegno ordinario di invalidità con importo inferiore al trattamento minimo INPS ha diritto all’integrazione a partire dal 1° agosto 2025, a condizione che abbia comunicato i propri redditi rilevanti in via presuntiva. Chi non lo avesse ancora fatto deve presentare domanda di ricostituzione reddituale.
Sono inclusi nell’ambito di applicazione i titolari di assegno ordinario di invalidità liquidato:
con il sistema contributivo puro (contribuzione accreditata dal 1° gennaio 1996);
in favore di chi ha optato volontariamente per il sistema contributivo;
a carico della Gestione Separata.
Un limite importante da conoscere
L’integrazione al minimo si applica esclusivamente all’assegno ordinario di invalidità, non alla pensione di vecchiaia. Questo è un punto cruciale: quando l’assegno viene trasformato d’ufficio in pensione di vecchiaia al raggiungimento dei requisiti anagrafici (67 anni per il biennio 2025-2026, oppure 71 anni con almeno cinque anni di contribuzione effettiva), il diritto all’integrazione al minimo decade.
Chi ha già presentato ricorso o domanda
Le domande già presentate e ancora giacenti vengono riesaminate d’ufficio secondo i nuovi criteri. Chi invece si è visto negare il diritto con provvedimento definitivo — ma non con sentenza passata in giudicato — può richiedere il riesame.
Il ruolo di CONFUNISCO
Questa sentenza rappresenta un risultato concreto per migliaia di lavoratori che, pur avendo contribuito per anni, si trovavano a percepire un assegno sotto soglia senza poter accedere ad alcuna forma di integrazione.
CONFUNISCO è al tuo fianco per verificare la tua situazione previdenziale, presentare domanda di ricostituzione reddituale e tutelarti in ogni fase del procedimento.