La Confunisco nasce il 9 gennaio 2014 da un gruppo di persone con esperienza nel sindacato nel proprio territorio. La nostra sfida è essere in prima linea per dare il nostro contributo nella tutela dei nostri iscritti. Siamo un'associazione sindacale nazionale di ispirazione cristiana, apolitica e a-partitica, che non persegue scopi di lucro.
La Confunisco nasce il 9 gennaio 2014 da un gruppo di persone con esperienza nel sindacato nel proprio territorio. La nostra sfida è essere in prima linea per dare il nostro contributo nella tutela dei nostri iscritti. Siamo un'associazione sindacale nazionale di ispirazione cristiana, apolitica e a-partitica, che non persegue scopi di lucro.

Con il messaggio n. 2437 del 22 luglio 2026 l’INPS riepiloga tempi, requisiti e regole sulle Carte ADI per chi ha esaurito il ciclo di dodici mensilità.
Chi percepisce l’Assegno di Inclusione senza interruzioni da agosto 2025 riceve a luglio 2026 la dodicesima e ultima mensilità del ciclo. Da quel momento la domanda passa in stato “terminata” e, per continuare a percepire il beneficio, occorre presentarne una nuova.
Per accompagnare questo passaggio — che riguarda un numero molto elevato di nuclei familiari — l’INPS ha pubblicato il messaggio n. 2437 del 22 luglio 2026, che raccoglie in un unico documento le regole già diffuse con i messaggi n. 2052/2025 e n. 640/2026. Le indicazioni valgono anche per chi arriverà a fine ciclo nei mesi successivi.
Quando si può presentare la domanda di rinnovo
È il punto su cui si concentrano più errori. La domanda di rinnovo può essere presentata soltanto a partire dal mese successivo a quello dell’ultimo pagamento, cioè dopo la diciottesima mensilità (per le prime domande) o dopo la dodicesima (per i rinnovi successivi).
Chi riceve l’ultima ricarica a luglio 2026 dovrà quindi attendere il 1° agosto 2026. Le domande inviate durante l’ultimo mese di fruizione non possono essere elaborate con esito positivo: anticipare i tempi non serve, e comporta solo la necessità di ripresentare tutto.
La domanda può essere presentata dallo stesso richiedente della domanda precedente oppure da un altro componente maggiorenne del nucleo familiare.
SIISL e Patto di attivazione digitale: quando non servono di nuovo
Il messaggio conferma una semplificazione importante, adottata d’intesa con il Ministero del Lavoro.
Nucleo familiare invariato (al netto di nascite e decessi): non è obbligatoria una nuova iscrizione al SIISL né la sottoscrizione di un nuovo PAD nucleo. Restano validi quelli della domanda precedente, con decorrenza associata alla data della nuova domanda. Se il richiedente compila comunque il PAD, questo vale come aggiornamento.
Nucleo familiare variato (ingresso o uscita di componenti): occorre iscriversi nuovamente al SIISL e sottoscrivere un nuovo PAD nucleo, anche se nel nucleo è presente qualcuno che ha già fruito della misura.
Importi e decorrenza
La prima mensilità del rinnovo è riconosciuta nella misura del 50% dell’importo mensile spettante. Decorre dal mese di presentazione della domanda per i nuclei invariati, dal mese di sottoscrizione del PAD per i nuclei variati.
Se la domanda viene presentata nel mese immediatamente successivo all’ultimo pagamento, non c’è più il mese di interruzione previsto dalla vecchia normativa: i pagamenti riprendono dalla competenza del mese successivo. Di norma i primi pagamenti sono disposti intorno al giorno 15 del mese, mentre le mensilità successive seguono il calendario ordinario, intorno al giorno 27.
L’obbligo dei servizi sociali resta
Anche quando il PAD viene mantenuto, tutti i nuclei che presentano domanda di rinnovo devono presentarsi presso i Servizi sociali del Comune entro 120 giorni dalla presentazione della domanda o dalla sottoscrizione del nuovo PAD. L’obbligo vale anche per i nuclei monocomponenti e per quelli composti interamente da persone esonerate dai percorsi di inclusione. In caso contrario, i pagamenti successivi vengono sospesi.
Condizione di svantaggio e certificazioni: attenzione alle scadenze
Se nella domanda precedente era stata indicata una condizione di svantaggio con inserimento in un programma di cura e assistenza, gli estremi della certificazione vanno riportati nuovamente nel Quadro C del modello di domanda.
Se la certificazione è scaduta, occorre esserne già in possesso di una nuova al momento della domanda: una domanda di rinnovo che riporta gli estremi di una certificazione scaduta non prosegue il proprio iter. L’INPS ricorda inoltre che le certificazioni in scadenza, se non prorogate e non comunicate con il modello “ADI-Com Esteso” entro la data di scadenza, determinano l’esclusione del componente e possono far decadere la domanda. Il consiglio dell’Istituto è di comunicare con almeno due mesi di anticipo.
Allo stesso modo, se in precedenza era stata chiesta l’individualizzazione della Carta ADI — la suddivisione dell’importo tra i componenti maggiorenni — la richiesta va ripetuta nella domanda di rinnovo per mantenere la continuità.
Su quale carta arrivano i pagamenti
Il messaggio dedica un’intera sezione, con sette casi pratici, alla gestione delle Carte ADI. In sintesi:
Nucleo invariato, stesso richiedente con carta attiva (non bloccata, non scaduta, non disattivata): nessuna nuova carta, gli importi vanno sulla carta già in uso.
Nucleo invariato, richiedente diverso già titolare di carta: gli accrediti vanno sulla carta già intestata al nuovo richiedente.
Nucleo invariato, richiedente diverso senza carta: viene emessa una nuova carta.
Nucleo variato: viene sempre emessa una nuova Carta ADI, anche se il richiedente è lo stesso e la carta precedente è ancora attiva.
Le somme residue non si perdono
È il chiarimento più rassicurante per chi riceve una nuova carta: la precedente resta operativa. Le somme già accreditate e non spese possono essere utilizzate fino a esaurimento del saldo o fino alla scadenza della carta, senza obbligo di restituzione. Su quella carta, però, non arriveranno ulteriori accrediti.
In sintesi: cosa fare adesso
Attendere il primo giorno del mese successivo all’ultimo pagamento (per chi chiude a luglio: 1° agosto 2026).
Verificare se il nucleo familiare è cambiato: da questo dipendono PAD, SIISL e nuova carta.
Controllare la validità delle certificazioni relative alla condizione di svantaggio.
Ripetere, se necessaria, la richiesta di individualizzazione della Carta ADI.
Fissare l’appuntamento con i Servizi sociali entro 120 giorni.
Seguire lo stato della pratica nel Fascicolo previdenziale del cittadino.
La domanda può essere presentata dal portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure con l’assistenza di un CAF o di un patronato.
Fonte: INPS, messaggio n. 2437 del 22 luglio 2026.