«Dare una dignità alle persone.»
C’è chi il sindacato lo studia all’università. Lui l’ha respirato a casa, prima ancora di aprire un libro di legge.
Antonio Opromolla, classe ’96, laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno, è responsabile provinciale di Confunisco Salerno e si occupa di area legale e previdenziale. Ma il suo primo maestro non è stato un professore: è stato suo nonno. Con i valori tramandati in silenzio, a tavola, nelle storie di tutti i giorni. Valori che Antonio ha presto trasformato in impegno nell’associazionismo, facendo parte di diverse realtà e ricoprendo anche il ruolo di presidente, prima ancora di entrare in Confunisco.
Dal 2021 lavora nella sede di Salerno. In questi anni ha messo insieme competenze su comunicazione, previdenza, immigrazione, assistenza legale. Oggi è anche conciliatore sindacale: ascolta i lavoratori, li affianca, li rappresenta. Dal 2026 guida la provincia.
È legge dell’universo che non si può far la nostra felicità senza far quella degli altri”
Questa non è solo una citazione filosofica per Antonio. È il suo modo di lavorare. Il tipo di lavoro che svolge mira alla ricerca della soluzione, mirando a soddisfare il bisogno di chi richiede assistenza. E non molla finché non ce l’ha fatta.
Quello che lo motiva? La gratificazione di fare un lavoro che gli piace. Ma anche qualcosa di più profondo: dare dignità. Garantire a tutti gli stessi diritti. Quelli scritti in Costituzione. Eguali. Per tutti.
“La sfida più bella? Stare al passo con i tempi. Le leggi cambiano in continuazione, la tecnologia avanza, e ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da imparare. Poi devi spiegare tutto a chi quelle cose non le ha mai viste. È faticoso? Sì. Ma è anche la cosa più bella: sei lì, in mezzo, a fare da ponte.”
Di Confunisco apprezza una cosa su tutte: il rispetto. Per gli utenti e per i collaboratori. Nessun vincolo politico, nessuna subordinazione. Solo valori statuari e la voglia di aiutare.
Le soddisfazioni più grandi? Non sono i titoli. Sono le piccole cose di ogni giorno. La prima domanda di pensione approvata. Il sorriso di una persona che hai aiutato. Creare un punto di contatto e risolvere un problema.
“Tutte le piccole sfide quotidiane mi entusiasmano. È la parte più bella.”
Antonio ha 30 anni. E la stessa energia di quando è entrato per la prima volta in quella sede. Forse perché certe cose le hai dentro da bambino. E quando le trasformi in lavoro, non smetti mai di essere felice.